2017 – LE MASCHERE DI ATLANTIDE

“AL DI LA’ DEI SOGNI”

di Angelo Toschi, collaboratore Marco Ravaioli.

 

Quando Platone descrive Atlantide, narra questo di luogo come di un’isola, circondata su tre lati da alte montagne, un giardino dell’Eden, con abbondanza di preziosi minerali e cristalli, in particolare di oricalco ( una lega di rame e zinco) che era di colore rossastro tendente al bruno, considerato più prezioso dell’oro. In questo luogo trovavano collocazione templi, palazzi,  alcuni di semplice fattura, altri  molto elaborati, rivestiti e decorati con oro, ottone, stagno e oricalco. Al suo interno erano presenti molte statue, talune erano così grandi da toccare il soffitto del tempio, mentre all’esterno grandi sculture rappresentavano i discendenti di Atlante. Questo contesto di cui brevemente si è data menzione, è il fulcro da cui trae origine l’istallazione collocata  nell’alveo del fiume, un sogno che va al di là del tempo, che non pretende di fornire nessuna attendibilità o ipotesi, ma che interpreta la figura simbolica della tradizione ellenistica, derivante da un mito ben più antico, da un’ età in cui (si narra) gli dei camminavano con gli uomini, ove tutti  professavano espressioni gioiose. Atlantide affascina, ammalia ,conquista e strega per il suo contenuto di mistero ,ma è l’uomo Atlante, che più mi incanta col suo enigma ancora non rivelato e nulla pare più appassionante di questo mistero primigenio,  che muove fantasie, inventive, illusioni e fantasticherie. Al di là dei sogni è proprio questo, l’interpretazione, il segno, la visione onirica, il miraggio, la fantasia di una possibile dimensione reale in un immaginario simbolico fittizio ed apparente per quanto interpretativo. Queste maschere vogliono rappresentare la figura umana, ma anche il mito, la cultura delle forme, le  arti, la sua eredità che resta tuttora ben viva, coi  suoi linguaggi di evidenza, di rilevanza, di  peso e  forza, temi mitologici espressione delle  epoche e  della storia. Ho immaginato, sognato e concepito il ritrovamento di queste sculture, frantumate, spezzate, spaccate, segnate dal tempo, riaffioranti dall’acqua sua culla protettrice, in un contesto di festeggiamento che potrebbe essere non solo  strano, immaginifico ed irreale, ma più eccentrico di quanto riusciamo a concepire con la fantasia, un viaggio al di là del sogno.